TECNOLOGIA E DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

9 Dicembre 2018da opastaff
IMG_3694-1280x854.jpg

La tecnologia digitale sta profondamente cambiando la societa’ umana nei suoi aspetti relazionali e nel suo approccio alla conoscenza. Molti architetti e sociologi si stanno interrogando su come questo profondo mutamento, che potrebbe essere paragonabile alla invenzione della scrittura (anche se fu quello un fenomeno così dirompente e di massa come quello attuale), possa influire sull’aspetto fisico delle nostre città, degli ambienti dove viviamo e lavoriamo.
Tuttavia non ci siamo ancora interrogati a sufficienza come la tecnologia contemporanea possa influire nella scrittura della drammaturgia e, conseguentemente, nella concezione delle strutture e delle tipologie teatrali.
Con questa intervista a Marco Ciuti, direttore artistico e organizzativo del Teatro Vascello di Roma – un teatro esemplare per la sua concezione tipologica ed uno dei teatri con una programmazione attenta alle nuove tendenze teatrali – intendiamo analizzare il rapporto tra le nuove tecnologie disponibili nell’ambito teatrale e su come queste stanno influenzando la drammaturgia. Ci chiediamo: le sale teatrali sono adeguate a questo cambiamento della concezione degli spettacoli? Quali adeguamenti dovranno essere richiesti ai teatri esistenti e come influirà nella tipologia dei teatri di nuova costruzione?

Abbiamo suddiviso la videointervista in 5 frammenti, per comodità di visione, riassumendo al di sotto i punti trattati.

 

La filosofia di progetto

Dalla scelte di progetto, concepito dall’arch. Costantino Dardi e Giancarlo Nanni, si comprende l’idea di teatro che doveva essere messa in scena in questa sala: le macchine sceniche, la multidisciplarietà, per le quali furono sacrificati due terzi degli spettatori della precedente capienza a favore di un palco grandissimo e bene attrezzato.

 

Le caratteristiche tipologiche del teatro.

Un ragionamento che parte dalla concezione, all’epoca (1989) avanzatissima, del Teatro Vascello: le dimensioni della scena in rapporto alla sala, la sua grande modulabilità e la possibilità di ampliarla in platea. Su tutto prevale il desiderio di un contatto ravvicinato tra pubblico e attori in modo che si possa percepire perfettamente la complessità del teatro contemporaneo.

 

Ipotesi di trasformazioni future.

Dopo trenta anni di attività, con l’esperienza fatta, si hanno le idee chiare su come attualizzare una struttura: spazi tecnici, sale prova sono necessari ad abbattere i costi ed a migliorare il funzionamento della “macchina”.

 

La regia in sala.

Nel Vascello la regia è posizionata su un ballatoio tecnico al di sopra della platea. Dopo trenta anni di funzionamento è ancora una soluzione valida? Si analizza questa soluzione alla luce dei viversi tipi di rappresentazione che si svolgono nel teatro: prosa, danza e musica.

 

Tecnologia e drammaturgia.

Come sta cambiando la drammaturgia? Raffronto tra la situazione italiana ed estera, la crisi della drammaturgia, lo sviluppo delle tecnologie, particolarmente all’estero. Il ritardo italiano nell’utilizzo delle nuove tecnologie. I giovani light designer e l’adeguatezza delle sale italiane. L’uso delle nuove tecnologie nel teatro tradizionale e la concezione di nuovi spettacoli con l’utilizzo di queste.

 

Per facilitare la comprensione dell’intervista, pubblichiamo due panoramiche della sala, con il palcoscenico, e dello spazio tecnico sopra la graticcia.

 

Panoramica della sala e del palcoscenico del Teatro Vascello.

 

Panoramica dello spazio tecnico sopra la graticcia.

 

L’intervista con Marco Ciuti è stata raccolta il 5 ottobre 2018 a Giulio Paolo Calcaprina presso il Teatro Vascello. Si ringrazia Marco Mazzarini per la preziosa collaborazione alle riprese.
© Tutti i diritti sono riservati.

Scroll Up